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Lettera della Soprintendenza per la conservazione dei monumenti delle Marche e degli Abruzzi al Ministero della Pubblica Istruzione circa le condizioni statiche della chiesa di S. Maria della Pieve a S. Severino Marche e proposta di stacco degli affreschi
Ancona, 17 maggio 1919
R. Soprintendenza per la conservazione dei Monumenti delle Marche e degli Abruzzi
Raccomandata
Oggetto: S. Severino Marche - Pieve di S. Maria
Al Ministero della Pubblica Istruzione, Dir. Gen. Antichità e Belle Arti, Roma
Il giorno 13 corr. recandomi in Sanseverino per i lavori della chiesa di S.Lorenzo in Doliolo visitai di nuovo quella di S. Maria della Pieve, la cui abside feci puntellare per ogni precauzione ponendovi ancora, verso l'interno della chiesa, delle strisce di carta e di tela in corrispondenza delle lesioni per constatare se vi fosse alcun movimento nella massa muraria. Disposi coś al fine di strudiarne ancora la causa e per non suggerire inutili opere, tenendo sempre presente che la chiesa fu orribilmente mutilata nel senso della lunghezza e dell'altezza oltre ad essere stat, senza alcuna precauzione, ridotta da tre ad una sola navata mantenendo quella di mezzo assai accorciata. Le lesioni che si osservano non sono recenti, e gli spigoli dell'abside poligona mantenendo la loro verticalità fa ritenere che vi sia stato un parziale abbassamento del terreno confermato dall'andamento dei cretti stessi. Dall'anno in cui l'Ispettore onorario Sig. Aleandri cuṛ la conservazione degli affreschi nessuno ne è andato perduto per quanto, sia pure insensibile, il movimento del sottosuolo non fosse cessato. Ed ora, che codesto on. Ministero viene nella determinazion tanto lusinghiera di acquistare il piano nobile del palazzo Gentili per collocarvi i tesori artistici posseduti da quel Comune, mi permetto di proporre il distacco degli affreschi dela Pieve per trasportarli in un locale da destinarsi del suddetto edificio e su di un muro da costruirsi con uguale curvatura dell'abside dalla quale gli affreschi verrebbero tolti. Cị non esonerebbe dall'eseguire le opere di consolidamento dell'abside, ma queste riuscirebbero certamente meno dispendiose non dovendosi usare tutte quelle cautele indispensabilmente richieste qualora sulle pareti fossero mantenute le pitture.
Il Sovrintendente Bocci
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