|
Relazione di Venceslao Bigoni (restauratore) al Ministero della Pubblica Istruzione (?) circa lo stato di conservazione degli affreschi della cappella Nolfi nel Duomo di Fano e gli effetti del precedente restauro del Fiscali
Fano, 12 gennaio 1893
Eccellenza,
Mentre si appianarono le difficoltà mosse dal Presidente della Congregazione di Carità riguardo al restauro del quadro di Giovani Santi in S. Croce, feci fare un po’ di ponte nella Cappella Nolfi per poter vedere da vicino i 15 affreschi del Domenichino esistenti in detta Cappella, onde rispondere a quanto mi chiedeva l’E.V. e cioè a quali cause attribuivo il danno avvenuto a questi dipinti tosto che furono riparati. Il danno che si lamenta venne perché si incominciò dove si doveva finire. Come mai si pensò al restauro dei dipinti quando si vedeva il primo (?) i muri tutti bagnati per l’umidità, e, tale e tanta era da causare la caduta parziale dei marmi che incrostano le pareti? Non ai dipinti ma all’ambiente, al muro dovevano portare miglioramenti usando tutti i mezzi possibili per riescirvi, e solo quando certi di avere ottenuto il desiderato intento pensare ai dipinti. Qui il riparatore viste le condizioni in cui si trovava l’ambiente non doveva mai fare il restauro, doveva sapere che richiamando i dipinti senza prima levare la causa del danno aggiungeva male al male anziché portare giovamento. I danni di questi dipinti che certi non vi erano prima del restauro sono: una inta a tempera data a vari manti delle figure che rappresentano la Vergine; in più quadri certi toni furono velati con colore ad olio allungato certo con acqua ragia e vernicetta; in certe zone fu usata vernice ed anche si dipinse ad olio; certi ritocchi fatti a teste d’angeli e serafini ed in special modo la testa dipinta di nuovo del personaggio che sta dietro al Sacerdote nel quadro la Purificazione, lasciano veder chiaramente quant’era la capacità artistica del riparatore. Questi dipinti, per intonazione, erano come al presente, prima delle riparazioni o per pulirli furono lavati o fregati con pane portando via varie parti mosse dall’umidità del muro? Chi dovesse giudicare dal quadro la Circoncisione che è uno dei meglio conservati, le teste ed il putto di questo quadro rispetto agli altri sembra dipinto da altra mano; qui pure tutto il fondo fu velato con bruno non risparmiando qualche testa. Ora questi dipinti sono coperti più o meno da un residuo lasciato dall’umido che li vela. Il salnitro ha portato danno ai quadri lo Sposalizio, la Purificazione, la Visita dei Magi, l’Incoronazione, l’Annunciazione; intere teste non vi rimane che la traccia. In quasi tutti vi è sollevamenti d’intonaco, se ne trova di grandi zone nel dipinto rappresentante la Natività di Gesù, nell’Annunciazione, nella Visitazione ma questi non presentano pericolo, ma credo non sia così in quello l’Adorazione dei Magi dipinto in una medagli della volta. Sopra l’arco d’ingresso alla Cappella (parte interna) vi è dipinta la Deposizione; in questo dipinto trovasi molti punti bianchi per caduta di colore; questo danno si riscontra in nessuno degli altri dipinti di questa Cappella. Il lavoro di risanamento fatto dopo il restauro ha portato i suoi benefici effetti; la circolazione dell’aria mantiene l’ambiente asciutto, non più il piano e le pareti bagnate; i muri si possono dire aciutti. Ho fatto assaggi in diverse parti per vedere se veramente il muro è asciugato, si vedrà l’effetto passato che sia qualche mese. Col massimo rispetto sono dell’E. Vostra
Umil.mo Servo Bigoni Venceslao
|