|
Lettera del Soprintedente ai Monumenti delle Marche al Ministero della Pubblica Istruzione circa gli affreschi di Antonio da Ferrara della chiesetta del Cimitero di Talamello e l'accluso progetto per i restauri
Ancona, 5 maggio 1912
R. Soprintendenza per la conservazione dei monumenti delle Marche e degli Abruzzi
Seguito alla lettera del 1° corrente
Oggetto: Talamello - Cella del Cimitero affrescata da Antonio da Ferrara - Restauri
All'On. Ministero dell'Istruzione Direzione Generale per le Antichità e BBAA, Roma
Nella lettera del 1° corrente N. 8200 ho risposto alla prima parte della ministeriale 24 giugno 1911 N. 12 35 che riguarda il sussidio da accordarsi alla Signora Anna Casanova la quale ha in custodia la Cella del Cimitero di Talamello, dove mi sono recato il 30 aprile U.S. Con la presente mi pregio di riferire su quanto viene domandato nella seconda parte della lettera e cioè sullo stato degli affreschi esistenti nella Cella sopra indicata. La chiesetta, chiamata Cella, a pianta rettangolare, è ricoperta da tetto a due falde ed ha la parete opposta all'ingresso affrescata, come lo sono le laterali per una lunghezza di m. 2,40 a partire dalla parete di fondo, larga m. 3,25. Questa parte della chiesetta, i cui dipinti sono di Antonio da Ferrara, è ricoperta da volta a crociera (con costoloni), pur essa affrescata. La sua proiezione sul pavimento determina un rettangolo delle dimensioni di 2,40x3,25. Addossato alla parete opposta all'ingresso è l'altare, di forma non bella ed assai sproporzionato all'ambiente; sotto questo altare si conserva l'antico, sulla cui mensa è scolpita una iscrizione con l'anno 1437 che indica l'epoca nella quale la chiesetta venne consacrata. In corrispondenza all'altare, è rappresentata in affresco, purtroppo ritoccato, la Vergine col Bambino in grembo, mentre un altro raffigura l'Annunciazione. Gli affreschi delle pareti laterali sono divisi in due zone per mezzo di una fascia orizzontale, dove sono due iscrizioni, una delle quali determina l'artista che eseguì le pitture: "Antonius de Ferraria habitator Urbini pinxit sit laus Deo in seculorum secula amen". Da un lato, sopra la fascia è rappresentata l'Adorazione dei Magi, dall'altro lato lo Sposalizio della Vergine. Nelle zone inferiori a destra sei Snte ed a sinistra sei Santi. Nelle vele della crociera sono raffigurati gli Evangelisti. Lo stato di conservazione degli affreschi è mediocre ed hanno urgente bisogno di un restauro, che consisterà in una pulitura generale per togliere la polvere che il tempo vi ha accumulato per modo che è tenacemente aderente alle superfici. Con tale lavoro gli affreschi riacquisteranno il colorito forte, vivace, che si osserva nei pochi avanzi che si conservano nella torre campanaria di S. Francesco in Urbino, che sono dello stesso autore, ma di più accurata esecuzione. In alcuni punti gli affreschi devono essere fermati, in altri si deve invece riparare gli scrostamenti, uguagliandone con intonaco la superficie, velando poi la parte nuova con tinte piane all'acquarello per ridare ai dipinti l'armonia originale del colorito. Con molta cautela vanno anche ristrette le stuccature fatte nei cretti, specialmente quelle della volta, così rozzamente eseguite da coprire parte della superficie affrescata. Per completare il ripristino della chiesetta, ritengo necessario mettere in vista l'antico altare e, per garantire la conservazione della Cella dipinta, di collocare una cancellata che la separi dalla restante chiesa, lasciando questa per uso del Cimitero. La cancellata servirà anche per impedire ai visitatori di segnare secondo il solito i loro ricordi nelle pareti affrescate. Finalmente devo esporre a codesto On. Ministero che il Sindaco del Comune di Talamello ed altri Consiglieri mi hanno assicurato che avrebbero subito provveduto al tetto collocandovi le docce e i tubi di scarico, che avrebbero provveduto allo spurgo della cunetta, che avrebbero fatto verniciare l'imposta della porta d'ingresso, munendola di una serratura che tranquillizzi.
Alla presente includo per l'approvazione la perizia dei lavori urgenti che importano L. 1514,80.
Il Soprintendente Bocci
|