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Lettera del Direttore della Galleria Borghese (G. Cantalamessa) al Ministero della Pubblica Istruzione circa le condizioni del dipinto di Antonio Solario nella chiesa di S. Francesco a Osimo e l'urgenza di un restauro da affidarsi al Filippini.
Roma, 27 giugno 1908
R. Galleria Borghese
Oggetto: Tavola di Antonio Solario in Osimo
Al R. Ministro dell'Istruzione Pubblica, Direzione Gen. Antichità e Belle Arti, Roma
Ieri in Osimo rividi la grande tavola di Antonio Solario nella chiesa di S. Francesco, e provai un senso che può dirsi di terrore. Il colore inaridito si accartoccia e minaccia di cadere in moltissimi punti; in altri è caduto. Fa l'effetto di una pittura che il più lieve e delicato contatto può compromettere; il passaggio di un morbido pennacchio per rimuovere la polvere può divenir arma di offesa irreparabile. Creda il Ministero che ogni provvedimento preso in ritardo oramai rischia di esser vano. Occorre affrettarsi. Si tratta di salvare il capolavoro del pittore, una tavola che ha una solenne maestà, e in cui le influenze di Giovanni Bellini si intrecciano armoniose con quelle di Bartolomeo Montagna. Non si può esitare; l'indugio è grave imprudenza. Se la famiglia dei Conti Leopardi, proprietaria del quadro, non riconosce il suo dovere di sostener la spesa della riparazione, io prego vivamente il Ministero di provvedere al bisogno urgente di un buon dipinto che perisce, rimettendo a riparazione già fatta il definir la controversia insorta con quella famiglia. Questa prestezza è tanto più facile in quanto che il Sig. G. Filippini, incaricato dal Ministero, ha già presentato un regolare preventivo. Confermo i miei sentimenti di rispetto.
G. Cantalamessa Direttore della R. galleria Borghese
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