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Lettera di Diomede Catalucci al Soprintendente all’Arte Medievale e Moderna per le Marche (Serra) circa il restauro dei soffitti in stucco del Brandani nel Palazzetto Baviera a Senigallia colpito dal recente terremoto
Urbino, 1 marzo 1931
Illmo Sig. Sovrintendente Comm. L. Serra Ancona
In seguito alla Sua Pregiatissima lettera in data 16 febbraio scorso – all’oggetto Palazzina Baviera (opera insigne del Brandani) in Senigallia – Ho preso visione e minutamente esaminato il danno gravissimo arrecato dal terremoto, presupponendo con pratica certezza che se io dovessi eseguire questo penoso restauro non potrei eseguirlo che per la somma complessiva per tutti i sei soffitti di L. Ventisettemila. Dallo spostamento dei muri perimetrali della palazzina ne seguono all’interno sugli scomparti dei soffitti, che dovendo riaccordarli è necessario distaccare cantonali e anche bassorilievi – La sala grande più interessante per la ricchezza di decorazione figurativa, è crollata quasi della metà e grandissima parte minaccia di cadere.
Nel rifare le centine dell’armature onde avere solidi appoggi di consolidamento è necessario operare a tetto scoperto - la scopertura e la ricopertura non sono computati nel lavoro di restauro essendo parte muraria di altra impresa.
La ringrazio molto di avermi dato occasione di conoscere e studiare questo prezioso gruppo di soffitti brandaniani e mi auguro che per le Sue cure possano ritornare alla universale ammirazione – con o senza l’opera mia.
Con ogni ossequio mi creda della S.V. Dev.mo
Prof. Diomede Catalucci
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