|
Relazione di Alberto Colmignoli al Soprintendente ai Monumenti di Ancona circa il restauro eseguito sugli affreschi della cappella di S. Orsola in S. Domenico a Fabriano
Ancona, 1922 dicembre 21
[Al Soprintendente ai Monumenti delle Marche, Serra]
Stimatissimo Sig. Soprintendente
Dietro sui invito di dichiarare quali criteri mi suggerì il Bocci riguardi ai restauri eseguiti agli affreschi esistenti nella Cappella di S. Orsola alla chiesa di S. Domenico in Fabriano, vengo ad esporglieli qui brevemente. Prima di tutto le faccio noto che i detti affreschi erano stati in gran parte riparati ed altri lasciati quasi a metà da altro restauratore vari anni prima di me. Il medesimo abbandonò il restauro senza farvi più ritorno, forse indispettito da qualche critica mossa da persona competente del luogo. Quest’anno il Bocci mi incaricò da prima solamente di portare a compimento lo scoprimento dei detti affreschi lasciati incompiuti dal mio predecessore. Così venne quasi a completarsi il primo affresco che trovasi sopra la porta che dà accesso alle scale della Cappella, di poi vennero scoperte altre parti di figura intorno all’antica finestra e la decorazione ornamentale nello strombo della medesima, così pure altre parti di affresco tornarono in luce nel S. Michele Arcangelo e mi sembra ancora che qualche piccola parte di bianco levassi nella testa del medesimo. In questo frattempo il Bocci avendo i fondi disponibili chiese telegraficamente al Ministero l’autorizzazione di fare il completo restauro il quale venne subito concesso. Ottenuto questo, mi ordinò subito quest’altro lavoro consistente in consolidamento, stucatura, ripulitura, rintonatura e ravvivatura del colore. Avuto il detto incarico cominciai il consolidamento e stuccatura di quelle parti non completate dall’altro, poi mi misi anche alla ripulitura del S. Michele il quale si trovava quasi tutto annebbiato da un leggero strato di polvere secolare alla quale bastò una piccola lavata con aceto allungato perché quel sudicio venisse via subito e così l’Arcangelo tornò in luce con tutti i suoi vivi colori e i più minuti dettagli, quasi da sembrare nuovo, tantochè tralasciai l’ordine avuto di ravvivare i colori perché compresi non esservene bisogno. Poi rintonai le parti ove vi erano le stuccature che capitando quasi tutte nel fondo o in parti molto secondarie diedi tinte molto vicine a quelle che le stavano da torno ma che pur nonostante nel posto le parti intonate si ritrovano tutte. La testa non venne toccata come non ho mai toccato parti di figura né lì né altrove; se ha dei colori vivaci ed è ben leggibile è perché è conservata in natura. Credo con ciò che lei ora comprenderà tutto e crederà che io non ho nemmeno lontanamente pensato a una possibile ridipintura della testa dell’Arcangelo data la mia pratica ormai acquistata in circa venti anni di lavoro, durante i quali nessuno mai ha potuto farmi tali appunti e tanto meno giustificati per l’affresco in parola che non aveva alcun bisogno di ritocco. Ciò beninteso per la sola parte riguardante l’opera mia, che non intendo muovere a difesa o critica del lavoro altrui.
Con i più lieti auguri per le feste ed ossequi mi firmo suo Obb.mo
Alberto Colmignoli
|