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Perizia e preventivo di Gualtiero De Bacci Venuti al Direttore della Galleria Nazionale delle Marche di Urbino per il restauro di 14 dipinti
Firenze, 8 marzo 1913
A Ill.mo Sig. Direttore della R. Galleria delle Marche, Urbino
Incaricato da V.S. Illma di osservare i quadri esistenti nel Palazzo ex Ducale di Urbino facenti parte della R. Galleria delle Marche, e più specialmente quelli che per le loro condizioni presentano più urgente necessità di restauro, formulare poi dettagliata relazione sullo stato di essi e perizia sia di rimedi giudicati da me atti a riparare ai guasti occorsi e prevenirne la continuazione; sia della spesa occorrente, riferisco:
I quadri bisognosi di immediato restauro sono in numero di quattordici 14 cioè:
1° (attualmente nella 1a sala dopo quella detta del Trono) N.° 58 (116 nuovo inventario) Madonna con il Bambino e testa di S. Giovanni in basso, con fondo di paese, pittura su tavola di scuola toscana della prima metà del 1500. Il quadro è molto tarlato e spaccato longitudinalmente in un punto; ed in basso scarnito di mestica e di legno, e nel braccio del fanciullo, ove essa fu un tempo ritoccata, è un cattivo restauro, come superficie e come colori cresciuti. Occorre perciò a mezzo di petrolio ostacolare i progressi del tarlo; rafforzare la tavola al rovescio con qualche lega a coda di rondine doppia, stuccare diligentemente le mancanze dopo averlo cautamente pulito, quindi intonare tutto a regola d’arte; e passare leggera vernice. L. it. centocinquanta L. 150
2° - Nella saletta di passo alla sala di Giusto di Gand – Abbozzo del Baroccio del quadro la “Deposizione di Gesù”. E’ stato verniciato con sostanze che l’hanno alquanto alterato, le quali tolte cautamente e dopo leggermente verniciarlo. L. trenta L. 30
N° 3-4 – Due angeli preganti del Barocci i quali hanno lo stesso difetto dell’anzidetto quadro e hanno d’uopo dello stesso rimedio. I due L. trenta L. 30
N° 5 – Quadro anch’esso opaco e bianchito dello stesso autore, rappresentante la Madonna con angioli per il quale si propongono gli anzidetti rimedii L. venticinque L. 25
N° 6 – (N°. 128) Sala detta del Baroccio. Madonna Immacolata su tela del Baroccio bel quadro grande, squarciato in un punto senza che manchi la tela che è buona nel suo insieme; porta tracce di bianco cadutovi qua e là e nella parte del manto azzurro della Vergine mostra numerose mancanze di colore. Occorre leggermente detergerlo perché ha qualche macchia che non è la patina veramente detta, devonsi togliere le machie di bianco citate, e, data la natura dello strappo e la sua forma sarà sufficiente applicare posteriormente tela sottile e sfilacciata, e conguagliare con leggera stuccatura, intonarla poi e verniciare con finissima vernice e molto leggermente. Lire centottanta L. 180
N° 7 (N°. 96) Quadro già intelaiato del Barocci la Vergine S. Simone S. Giuseppe; ha delle bolle che mostrano la mestica qua e là, disposta a distaccarsi, che andrebbero preventivamente ammorbidite e difese con carta, stirare e fare aderire al disotto, più ha alcune stuccature che stillano in bianco e che andrebbero sobriamente intonate. Lire novanta L. 90
N° 8 (cat. 130) stanza in fondo. Il P. Eterno in gloria con angioli tutto bianchito e alterato così da vernici cattive. E’ stato rintelaiato. Occorre lavarlo cautamente da esse, intonare alcune stuccature lasciate incolori, e leggermente verniciare. Lire venticinque L. 25
N° 9 (n. di cat. 65) Ritratto (testa) di gentiluomo vecchio (genere Tintoretto) lavare la cattiva vernice bianchita , intonare una macchia nella biancheria, presso il collo, prodotta forse da restauro cresciuto, verniciare come sopra. L. it. venti L. 20
N° 10 (cat. 34) Cristo di Melozzo benedicente (su tela finissima applicata su tavola) E’ in pessimo stato di conservazione e la tela è tagliuzzata e distaccata in molte parti. Occorre rifoderarlo con tela ugualmente sottile ma resistente e se possibile applicarlo su telaii, o altrimenti assicurarlo sulla tavola preventivamente assicurata e consolidata, pulirlo da ritocchi e deturpazioni subite con la massima cautela, intonare le mancanze verniciando poi a cera. Occorre supplire parte della modanatura della cornice che forma parte dell’opera. L. it duecento L. 200
N° 11 Crocifisso giottesco in pessimo stato dipinto a tempera su tavola o meglio su tela applicata su tavola e mesticata. La mestica e la tela minacciano in molti punti, in altri come p. es. a destra di chi guarda nel fondo, sul quale si distacca il Cristo e nella figura del S. Giovanni (lobo a destra) è rovinatissimi e in parte distrutto il dipinto. Nella fascia lombare è stato mal ritocco. Mancano numero di pezzi di cornice (circa quattro metri lineari) della quale esiste modello da imitarsi semplicemente. Occorre confermare e il legname e la mestica con ogni cautela lavare e stuccare accuratamente ogni mancanza, salvare tutto ciò che esiste nelle parti rovinate e senza nulla supplire intonare con tinte omogenee e neutre e quindi verniciare a cera. Compreso restauro ed esecuzione delle cornici suddette Lire quattrocento L. 400
N° 12 (del cat. 124) Trittico piuttosto grande la Madonna nel centro, S. Caterina e S. Giorgio a sinistra in una delle ancone, S. Ambrogio e S. Girolamo a destra di chi guarda, nelle tre cuspidi in centro la Crocifissione, di qua e di là l’Angelo e la Vergine Annunziata. Esso porta la data del 1436, è in pessimo stato di conservazione perché è saltata in moltissimi punti la superficie colorita, ed è stato in altri tempi ritocco direttamente sulla tavola senza stuccarlo. le due parti o ancone laterali ha uno spaccature longitudinali. Occorre prima di tutto rifermare con leghe e codette il legname in corrispondenza di queste, quindi fermare le parti pericolanti e debitamente ritrovare il piano in quelle già perdute, quindi intonare tutto ciò, senza nulla inventare, e con colori a tempera (come nel Cristo anzidetto) e pulire cautamente per far tornare fuori il vivace colore che qua e là tale si dimostra, e verniciare a cera. Occorre poi fare riprodurre esattamente i due pilastrini esterni dei quali è fortunatamente un frammento, due delle basi delle colonnette che dividono l’un quadro dall’altro, e, sempre sui modelli esistenti, riprodurre uno dei pinnacoli gotici, e tre completarli con parte della guglia; tutto compreso doratura invecchiata ecc. Lire cinquecento L. 500
N° 13 – S. Agata tavola su fondo oro del XV secolo. Fu restaurata e ridipinta nelle pieghe e vi si riscontrano minacciosi stacchi di superficie e stuccature, le quali vanno bene assicurate, cercando, se possibile, cautamente esplorare se , sotto alle ridipinture, esistano le parti originali, intonare dopo avere stuccato a tempera avendo inizialmente operato un leggero lavaggio. Verniciare a cera.
Lire it. centottanta L. 180
N° 14 – Testa di Santo frate in fondo oro dipinto nel secolo XV. La piccola tavola è spaccata divisa assolutamente per metà, talché occorre rincollarla con cautela rafforzarlo posteriormente lieve intonatura e vernice a cera. Lire cinque L. 5
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Totale lire mille ottocento trentacinque L. 1835
Somma totale per la quale il sottoscritto si impegna a eseguire accuratamente e a regola d’arte le sopra descritte operazioni.
Gualtiero De Bacci Venuti pittore
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