|
Copia di preventivo di Gualtiero De Bacci Venuti per il restauro del dipinto su tavola di Allegretto Nuzi della Galleria Nazionale delle Marche in Urbino
Illustrissimo Signor Soprintendente alle Gallerie ed oggetti d'arte delle Marche in Urbino.
Incaricato dalla Signoria Vostra Illustrissima di esaminare un quadro su tavola, opera firmata d'Allegretto Nuzi, rappresentante la Vergine in trono portante il Bambino Gesù tra le braccia; per vedere di quali riparazioni abbia necessità ed enunciare la spesa relativa, ho l'onore di riferire.
Il gruppo costituito dalla figurazione suddetta, fu segato da tavola di maggiore dimensioni a fondo d'oro; alterando in alcuni punti anche il contorno originale e in tempi a noi più vicini, fu incassata in una superficie quadrangolare di legno dorato, senza fissarvela, forse per potere, quando bisognasse, trarne fuori il gruppo così ritagliato. In basso al di sotto dei gradini del trono è rimasto un segno della cornice che circuiva il dipinto, intagliata e dorata e costruita insieme al dipinto medesimo. Nelle rimanenti parti fu cercato di imitare questo campione riducendolo alla forma quadrangolare suddetta.
Quali i rimedi che a mio parere occorrerebbe per presentare più degnamente e simpaticamente il gruppo all'osservazione degli intelligenti? Primo, assicurata a regola d'arte la superficie dipinta e più particolarmente alcune parti delle teste che potrebbero finire di distaccarsi (alcuni pezzi del manto situato sulla testa della Madonna caddero già), procedere cautamente a dirizzare la tavola vecchia che ha una curvatura non indifferente, non potendosi altrimenti procedere alla susseguente operazione. Dirizzata che essa sia e posta in piano, dovrà crearsi intorno ad essa il nuovo piano a regole d'arte per mezzo di vari legni insieme incollati nel sistema detto a compensazione e per mezzo dell'ultima fodera e di spranghe a coda di rondine per collegarlo stabilmente al vecchio dipinto in modo che, convenientemente stuccati gli interstizi, si perda l'impressione di quella antiestetica intagliatura; quindi intorno si crei la cornice attenendosi ad imitare sia per forma che per doratura e patinatura il pezzo esistente, creando nell'alto del quadro una cuspide con la cornice stessa ricorrente, in quel modo a profusione portate dall'unito disegno dimostrativo. Quindi con la punta d'avorio, semplicemente incisi, si tracceranno i limiti che dovevano avere i nembi o aureole il cui cerchio fu guasto dalla barbara riduzione, e qualche linea di raccordo nel contorno esterno delle figure prese nel trono e nelle spalle della Vergine. Dovranno inoltre confermarsi le parti minacciose della mestica e quelle cadute già andranno supplite con stucco e intonature omogenee a regola d'arte. Il tutto poi patinato e intonante, quanto è possibile, l'oro antico esistente nella pittura.
La spesa presunta per tutto il lavoro [di] rafforzamento, ricostruzione e doratura delle cornici e del piano, raddrizzamento della tavola e tutte le riparazioni occorrenti alla conservazione dell'opera è di lire italiane quattrocento (400).
Gualtiero De Bacci Venuti
Via Maggio 30, Firenze
1 settembre 1913
|