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Perizia e preventivo di G. De Bacci Venuti al Direttore della Galleria Nazionale delle Marche di Urbino per il restauro di una tavola di Allegretto Nuzi

Firenze, 1 settembre 1913

A Illmo Soprintendente alle Gallerie ed oggetti d’arte delle Marche in Urbino

Incaricato dalla S.V. Illma di esaminare un quadro su tavola, opera firmata d’Allegretto Nuzi, rappresentante la Vergine in trono portante il Bambino Gesù tra le braccia per vedere di qualii riparazioni abbia necessità, ed enunciare la spesa relativa, ho l’onore di riferire: Il quadro costituito dalla figurazione suddetta fu segato da tavola di maggior dimensioni a fondo d’oro; alterando in alcuni punti anche il contorno originale, e in tempi a noi più vicini fu incassata in una superficie quadrangolare di legno dorato, senza fissarvela, forse per potere quando bisognasse trarne fuori il gruppo così intagliato. In basso al di sotto dei gradini del trono è rimasto un pezzo della cornice che circuiva il dipinto, intagliata e dorata e costruita insieme al dipinto medesimo. Nelle rimanenti parti fu cercato di imitare questo campione riducendolo alla forma quadrangolare suddetta. Quali i rimedi che a mio parere occorrerebbero per presentare più degnamente e simpaticamente il gruppo, all’osservazione degli intelligenti? Primo: assicurata a regola d’arte la superficie dipinta e più particolarmente alcune parti delle teste che potrebbero finire di distaccarsi (alcuni pezzi del manto situato sulla testa della Madonna caddero già), procedere cautamente a drizzare la tavola vecchia che ha una curvatura non indifferente, non potendosi altrimenti procedere alle susseguenti operazioni. Drizzata che essa sia, e posta in piano, dovrà crearsi intorno ad essa il nuovo piano a regola d’arte per mezzo di varii legni insieme incollati nel sistema detto a compensazione e per mezzo dell’ultima fodera e di sprange [?] a coda di rondine ben collegarlo stabilmente al vecchio dipinto in modo che convenientemente staccati gli interstizi si perda l’impressione di quella antiestetica intagliatura, quando intorno si crei la cornice attenendosi ad imitare sia per forma che per doratura e patinatura il pezzo esistente, creando nell’alto del quadro una cuspide con la cornice stessa ricorrente; in quel modo e proporzione portate dall’unito disegno dimostrativo- Quindi con la punta d’avorio semplicemente incisi, si tracceranno i limiti che dovevano avere i nimbi o aureole il cui cerchio fu guasto dalla barbara riduzione, e qualche linea di raccordo nel contorno esterno delle figure per es. nel trono e nelle spalle della Vergine. Dovranno inoltre confermarsi le parti minacciose della mestica e quelle cadute già andranno supplite con stucco e intonature omogenee, a regola d’arte. Il tutto poi patinato e imitante quanto è possibile l’oro antico esistente nella pittura. La spesa presunta per tutto il lavoro, rafforzamento, ricostruzione e doratura delle cornici e del piano raddrizzamento della tavola e tutte le riparazioni occorrenti alla conservazione dell’opera è di lire italiane quattrocento (400).

Gualtiero De Bacci Venuti pittore

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