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Perizia di Gualtiero De Bacci Venuti relativa alla Croce sagomata dipinta esistente nel convento di S. Margherita a Fabriano


Illustrissimo Signor Regio Soprintendente alle Gallerie e Musei medievali delle Marche, Urbino

Secondo le istruzioni ricevute da Vostra Signoria Illustrissima mi sono recato nel giorno 4 corrente a Fabriano nel Convento delle monache benedettine recluse di Santa Margherita per osservare e far saggi sul dipinto in tavola su croce in legno sagomata con il Redentore crocefisso e due piccole figure: la Madonna e San Giovanni ai lati della figura principale. Il dipinto fu eseguito secondo il più antico sistema: su tela applicata sulla tavola ed ha l'aureola che circonda il capo del Cristo, in legno rilevata dorata e con quattro incassature a "scodellino" anche queste secondo l'antica maniera. Mostra, però, di essere stato (e più volte) ridipinto ed avendo proceduto a saggi e rimozioni di queste superfetazioni ho dovuto convincermi che detta pittura si trovasse talmente guasta che sia opera vana sperare di ritrovarne le tracce originali e che, inoltre, l'opera prima non fosse tanto primitiva quanto eseguita da rozzissimo pittore. La cartella nella quale sono le iniziali "I. N. R. I." si è scoperta di un bel rosso e la cancellazione di queste lettere fatta in epoca più a noi vicina ha scoperto due ordini di lettere di forma gotica sovrapposte "a palinsesto" che ho lasciate nella loro integrità, intonando con patina i saggi eseguiti, lasciandomi, ripeto, convinto sulla inutilità di qualsiasi tentativo di recuperare cose assolutamente perdute.
Intanto con ossequi mi dico devotissimo di Vostra Signoria Illustrissima.

Gualtiero De Bacci Venuti
Fabriano, 7 aprile 1922

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