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Preventivo di Riccardo De Bacci Venuti per il restauro del trittico di Matteo da Gualdo esistente a Colle della Noce presso Sassoferrato

Illustrissimo Signor Regio Soprintendente delle Regie Gallerie delle Marche, Urbino

Incaricato dalla Signoria Vostra Illustrissima mi sono recato a Colle della Noce presso Sassoferrato per visitare un trittico esistente in quella chiesa onde riferire in proposito e proporre gli opportuni restauri per garantire della sua conservazione. Il trittico, opera trecentesca firmata da Matteo da Gualdo e delle dimensioni di circa 1.79 x 1.90 (nella parte centrale), non è in troppo buone condizioni di solidità per aver tutte e tre le tavole una fenditura verticale specialmente quella a destra del riguardante, vera spaccatura comprendente in linea curva la tavola intera. Il trittico ha da capitello a capitello gli archetti dei quali si divide il timpano dal rimanente del dipinto. La tavola centrale rappresenta la Vergine in trono col Bambino Gesù. Le fanno corona delle figure di serafini ed ai piedi a destra, in atto di baciare il manto, sta in ginocchio un orante. Nel timpano è rappresentato in un tondino il Padre Eterno. La tavola a sinistra (di chi guarda) rappresenta il San Lorenzo colla palma del martirio nella mano destra e nella sinistra, seduto come per leggere il libro del Vangelo. Nel timpano è rappresentato l'Angelo Annunziante circoscritto, come nella tavola centrale, di un tondino. La tavola di destra rappresenta il San Sebastiano legato alla colonna. Sul timpano è la Vergine Annunziata circoscritta come le altre figure. In un cartellino dipinto nel basso di ciascuna tavola è scritto per i due santi il nome del rappresentato e in quella della Madonna è la firma dell'autore. Al trittico mancano, per essere state sbagliate, tutte le trabeazioni dei capitelli, la cornice con le foglie rampanti nella cuspide centrale e in quella a destra, più tutte le basi delle colonne delle quali se ne trovano soltanto due recentemente rifatte in stile trecentesco. Sotto le basi doveva esservi un gradino dipinto o intagliato perché le tavole continuano al di sotto formando una striscia dell'altezza circa di quindici centimetri. La tavola di San Lorenzo è forse la meglio conservata, benché appariscano molti tarli, per non aver la sua pulitura divaricato altro che leggermente nel senso della grossezza verso i piedi del santo. Nella parte inferiore della pittura vi sono molte parti di mestica mancanti specialmente nello sfondo e non tanto nella figura. La tavola della Vergine ha varie escoriazioni, forse dovute a colpi ricevuti nei trasporti, quasi tutte nella parte superiore del quadro sui serafini (specialmente dannosa quella sulla testa del serafino in alto), salvo una verso il ginocchio sinistro della Madonna. In basso della stessa tavola vi sono molte mancanze di mestica e più specialmente alla sinistra di chi guarda, mancanze alla meglio da qualcuno intonate col colore sul legno. La cuspide ov'è rappresentato il Padre Eterno è nella vetta mozzata e lungo la fenditura verticale verso il fondino che circoscrive la figura in profondo e largo foro. La tavola del San Sebastiano è la peggio conservata sia per lo spacco che la deturpa sia perché per effetto dell'umidità, che in quella zona fu maggiore in molte parti e specialmente in basso, sono mancanti larghi pezzi di mestica e quella rimasta è molto crettata e in qualche parte sollevata. Si vedono tracce di stucco da falegname in vicinanza della spaccatura, forse un tentato restauro. L'archetto di questa tavola manca della mestica e dovrà essere ristuccato e dorato. Bisognerà rifermare completamente le tavole posteriormente nelle spaccature con code di rondine e nell'insieme con forti sbarre di rovere. Leggera pulitura in tutte quelle parti che non sono ritoccate; stuccatura di molti tarli e di tutte le zone mancanti di mestica; intonatura e verniciatura a cera dopo aver completato la cornice delle parti mancanti e rifermato quelle strisce che sono sollevate e cadenti.
Spesa per detti lavori è di lire quattrocentoottanta (480).

[Riccardo De Bacci Venuti]
Firenze, via Maggio 30
16 dicembre 1914


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