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Relazione del restauratore Gualtiero De Bacci Venuti al Soprintendente alle Gallerie delle Marche sullo stato del dipinto di Antonio Solario nella chiesa di S. Francesco a Osimo e perizia dei lavori di restauro necessari
Firenze, 31 dicembre 1913
A Ill.mo Sig. Soprintendente alle RR. Gallerie delle Marche in Urbino
Oggetto: Osimo - Chiesa francescana di S. Giuseppe da Copertino - Pala di Antonio Solario
Recatomi in Osimo d'incarico della S.V. Illma per osservare un grande quadro d'altare esistente nella chiesa francescana di S. Giuseppe da Copertino e proporre i restauri occorrenti alla sua conservazione riferisco: Il quadro è opera di Antonio Solario, è su tavola e rappresenta la Madonna in trono con il Figlio e due angeli nel plinto del trono stesso che suonano strumenti musicali. Ha 12 figure di santi ai lati cioè a sinistra di chi guarda S. Orsola, S. Girolamo, S. Giovanni, S. Lodovico, S. Bernardino e S. Francesco in ginocchio. A destra S. M. Maddalena, S. Monaca [sic], S. Agostino, S. Antonio da Padova e S. Leopardo vescovo più una figura di guerriero inginocchiato che credesi un Leopardi. Due altri putti stanno sul capitello dei due pilastri e due figure volanti sostengono un baldacchino. Opera dipinta nel 1503. La tavola apparisce molto avariata nel dipinto quantunque come solidità mostra d'essere solo leggermente divaricata nella parte superiore. E soprattutto gravissimi guasti causati da calore di candele o da umidità (essendo stata prima d'ora in altro luogo) si produssero specialmente nella parte centrale e nella figura del Gesù Bambino, mancanze di mestica qua e là, e nell'insieme tutto mostrasi cadente ed in qualche luogo macchiato (vedi S. Francesco e S. Bernardino) per ritocchi alteratisi. Il fondo e il cielo sono pure essi in cattivo stato. Trattasi di un quadro grandissimo e molto difficile da togliersi di posto cosa del resto che nello stato attuale non crederei senza pericolo. Accertatomi però con visita anche all'esterno della chiesa che sono addossati al muro perimetrale di essa altre costruzioni e che anche a detta dei frati nessuna umidità attualmente lo minaccia crederei migliore costruita conveniente armatura restaurarlo a posto. La tavola sembra solida e solo ha quella divaricazione in atto che può essere facilmente stuccata e intonata. La cosa più essenziale è di cautamente rifermare tutte le parti che mostrano di essere cadenti e la cui caduta peggiorerebbe immensamente le condizioni della importante opera; fatto questo converrà operare una cauta ripulitura specialmente in alcune parti che se ne dimostrano bisognose, quindi stuccate tutte le mancanze e quelle intonate secondo le buone regole a colore a tempera, rinfrescare il tutto con vernice a cera che ingrasserà un poco l'arida superficie evitando al colore di polverizzarsi, e servirà anche di simpatica e innocua vernice. Tutte queste operazioni descritte sopra sommariamente, ma che dato lo stato tristissimo in cui si trova il quadro occorrerà praticare in numerosissimi luoghi, compresi i punti suddetti e la remozione del quadro se ciò sia necessario ed esente da pericoli importeranno la spesa di Lire italiane ottocentoottanta (880). Misure approssimative della tela m. 2,40 x 4,80.
Cav. Gualtiero De Bacci Venuti pittore
Via Maggio 30, Firenze
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