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Lettera del Soprintendente alle Gallerie delle Marche al Ministero della Pubblica Istruzione con invio di documenti relativi al restauro di alcuni dipinti del Duomo di Urbino tra cui la S. Cecilia del Barocci
Urbino, lì 9/6/1920
Si rimettono gli atti relativi al restauro di alcuni dipinti del Duomo di Urbino approvati con nota del 30 gennaio 1920 numero 00184.
Per il quadro rappresentante Santa Cecilia, opera giovanile di Federico Barocci, si è reso necessario un maggior lavoro. Il dipinto originario era stato assai considerevolmente ampliato con l'aggiunta in ogni lato di tela ed era stato incluso contro un finto portale contornato con figure sugli spioventi. Poiché non è stato possibile indurre il capitolo a consentire la riduzione del quadro alle sue naturali proporzioni, si è attuato un compromesso. Esso, cioè, ha mantenute le dimensioni attuali per potersi riempire tutta l'arcata che lo accoglie, ma la finta architettura, non di mano del Barocci, è stata soppressa e sostituita da un fondo verdognolo e soltanto in alto, essendo troppo ampio lo spazio, si è dipinto un leggero fregio e monocromato. Così il quadro del Barocci appare nella sua piena efficienza.
Il lavoro ha provocata una maggiore spesa in lire 90, come da unita relazione.
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