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Lettera del Ministero della Pubblica Istruzione al Prefetto di Pesaro e Urbino circa le riparazioni ad alcuni dipinti di Giovanni Santi e Marco Zoppo affidate a Filippo Fiscali e circa le condizioni della Pala del Bellini
Roma, 21 settembre 1880
Ministero della Pubblica Istruzione
Oggetto: Riparazioni ad alcune tavole di Giovanni Santi e di Marco Zoppo e tavola di Giovanni Bellini
Al Prefetto di Pesaro e Urbino
Per comunicazione avuta da questo Ministero il ristauratore Sig. Filippo Fiscali dovrà fra giorni recarsi in cotesta città (presentandosi alla S.V. con lettera di questo Ministero) per eseguire alcune urgenti riparazioni a pitture di Giovanni Santi, padre di Raffaello, e di Marco Zoppo, come V.S. vedrà dalla acclusa copia della lettera ministeriale 1 corrente N. 19557 con la quale si dà quella comunicazione al detto restauratore con tutte le necessarie indicazioni ed istruzioni. Intanto io prego la S.V. di far intendere al Comune di Pesaro come le cornici con cristalli saviamente apposte sopra la pittura delle piccole storie della base della tavola di Giovanni Bellini, esistente nella Chiesa di S. Francesci di detta città, dovrebbero venir rimosse provisoriamente, per togliere la polvere alle pitture e ai cristalli. In tale occasione si potrebbe pur vedere se, in luogo di fermarle con viri, non sia meglio ridurre le cornici a sportelli, da aprire e chiudere, appunto per le puliture dei cristalli. Come anche si potrebbero praticare piccoli fori nelle cornici di legno, perché l’aria vi possa circolare liberamente. E sarebbe bene che si desse al Fiscali, persona esperta, l’incarico di tutti questi lavori. Ancora debbo far osservare che è necessario smetter il costume di collocare sopra l’altare, dinanzi al quadro del Bellini, altra pittura, che tolga la vista di quello; né una croce alta e pesante, la quale, cadendovi, potrebbe danneggiare il dipinto. E nelle ricorrenze delle funzioni o si dovrebbe far a meno, in quel luogo, di candelieri con ceri, che guasterebbero la pittura sia col fumo, sia col calore delle fiamme, sia con sprazzi di cera; ovvero, se si volessero accendere le candele, si dovrebbe avere la precauzione di coprire prima il quadro con una tavola tinta di scuro, fino sull’altezza di quelle; la quale verrebbe tolta al finire della cerimonia. Credo opportuno trasmettere anche alla S.V., per sua norma, una copia della Circolare 30 gennaio 1877.
Il Ministro
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