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Relazione di Filippo Fiscali al Ministro della Pubblica Istruzione circa i dipinti di Pesaro e Gradara da restaurare
Pesaro, 27 novembre 1880
A Sua Eccellenza il Ministro della Pubblica Istruzione, Roma
Eccellenza
Giunsi in Pesaro il giorno 18 corrente, mi presentai subito all’Illmo Sig. Prefetto, pregandolo a volermi scusare del mio involontario ritardo. Il Sig. Prefetto mi fornì subito delle istruzioni che mi abbisognavano, ed in forza della lettera inviatami dall’E.V. in data 1° dello scorso settembre, mi sono recato ad ispezionare i due dipinti di Giovanni Sanzio, esistenti nella Città di Urbino, il primo dei quali è collocato nella chiesa della Confraternita di S. Sebastiano. Questo dipinto ha subito in antico un restauro mal fatto, la mestica ove sopra esiste la pittura è quasi totalmente staccata dalla tavola che apparisce dal di dietro abbasta solida e compatta; molte stuccature mal fatte, ed una quantità di ridipinto ad olio, deturpano questo magnifico lavoro del Sanzio Giovanni. Per riparare a tanto inconveniente, sarei per proporre all’E.V. di rifermare prima di tutto la mestica, e quindi smontarlo di tutta quella pittura mal fatta, che in gran parte lo svisa totalmente, sperando in quelle parti ove è stato pessimamente restaurato, di trovare i primitivi contorni, e quello smalto di colore per come il sommo autore lo aveva creato; aggiungo inoltre, che se la fortuna ci fosse avversa di non farci trovare che una piccola porzione di pittura originale, bisognerebbe chiamarsi ben fortunati di rivederla. In continuazione di quanto sopra, e premesso che la tavola non corrispondesse nella solidità che apparisce dal di dietro, e che i tarli avessero lavorato tra la superficie della tavola stessa e la mestica ove sopra esiste il dipinto, allora farebbe d’uopo di fare il trasporto della pittura dalla tavola alla tela, operazione salutare e positiva, tenendo sempre fermo però il concetto di ripristinare l’originale dalle vergogne dell’antico e mal fatto restauro.
L’altra tavola dello stesso autore, che trovasi nella Galleria di Belle Arti, è assai in migliori condizioni, in questa non si tratta che di rifermare la mestica alla tavola, dopo di averla ben collegata con codette di rondine o traverse incanalate, da tener dermo tutte quelle parti che si sono tra loro disgregate.
In Gradara ho pure visitato il dipinto dello stesso autore, ed anco in questo occorre la riparazione identica che ho descritto per quello esistente nella Galleria di Belle Arti di Urbino, perché trovasi assai mal concio.
In Pesaro ho parimente visitato i due dipinti di Marco Zoppo, esistenti nella sagrestia della chiesa di S. Giovanni. Il Cristo sostenuto da due angeli, ha tutta la mestica alzata, e fa d’uopo ricorrere ai mezzi più sopra descritti. La testa di S. Giovanni è assai conservata, ma vi sono due piccole alzature di mestica, che abbisogna rifermare, e stuccare diversi buchi di tarlo, procurando di uccidere l’animale onde non faccia danni maggiori.
Infine sono stato in Fano, ho veduto la tavola di Giovanni Sanzio, in S. Maria la Nuova, ed ho riscontrato che abbisogna ripararla, questa tavola è quasi divisa in mezzo; il colore con la mestica è sollevato in diversi punti dalla tavola che trovasi dominata da una quantità di tarli. Anche per questo dipinto celebre ho l’onore di proporre all’E.V. la riparazione conforme agli altri già da me descritti, assicurando V.E. che nulla ometterò onde rispettare scrupolosamente le istruzioni saviamente emanate da codesto R. Ministero, con Circolare del 30 gennaio 1877.
Avviso dunque l’E.V. che incomincerò a riparare i due dipinti esistenti in Pesaro, e l’altro in Gradara, aspettando istruzioni da codesto R. Ministero per ogni restante. Accolga l’E.V. i miei più sentiti ossequi e ringraziamenti, mentre ho l’onore di dirmi di V.E.
Devotissimo Fiscali Filippo
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