Indietro

Relazione dell’Ispettore degli Scavi e Monumenti Giulio Gabrielli al Prefetto di Ascoli Piceno circa lo stato conservativo del polittico di Carlo Crivelli nel Duomo di Ascoli

Ascoli Piceno, 24 luglio 1888

All’On. R. Prefetto della Provincia di Ascoli Piceno
Oggetto: Quadro di Carlo Crivelli nel Duomo di Ascoli Piceno
Ebbi già l’onore di riferire ganericamente alla Sig.a V. Ill.ma intorno allo stato del dipinto Crivelli in risposta ala 1° nota citata in margine. Ma siccome l’Ecc.mo Ministero della Istruzione Pubblica desidera assicurarne la conservazione mediante un restauro (del che fui informato dalla stessa S. V. colla 2° nota citata in margine, ed ora lo ripete per mezzo del Municipio) mi son posto di concerto col Sig. Luigi Bartolucci pittore onde osservare partitamente le mancanze del quadro e riferirne con maggior diligenza, facendo all’uopo innalzare una palcatura davanti al quadro in parola. L’intiera pittura è eseguita in tavola colla maniera detta a tempera. Sono ricavati a piccolo rilievo col gesso le aureole e parecchi accessori i quali erano inoltre decorati di perle e gemme che sono state asportate lasciando a loro posto i fili di ferro a mezzo dei quali erano fissati alla tavola. I fondi sono dorati con ornamenti a graffito. Tutta la pittura è divisa in tre piani. Due di questi a cinque scompartimenti. Un terzo, in basso, ad undici scompartimenti come anche si può vedere nella fotografia in allegato. Nella parte in alto vi sono dipinti in mezza figura (da sinistra a destra) 1 S. Caterina, 2 S. Girolamo, 3 la Pietà, 4 S. Giorgio, 5 S. Barbare: proporzione 0,62 x 0,40 e 0,62 x 0,66. Nella parte centrale si veggono le figure intiere 6 S. Pietro, 7 S. Giovanni Battista, 8 Madonna col Bambino, 9 S. Emidio, 10 S. Paolo: proporzione 0,37 x 0,40 e 0,37 x 0,66. Nello stilobate sono dipinte in piccole dimensioni mezze figure di Apostoli col Redentore nel mezzo n° 11-21: proporzione 0,37 x 0,17. A piedi dello scomparto centrale n° 8 si legge la sottoscrizione dell’autore e la data OPVS CAROLI CRIVELLI VENETI 1473. Tutta la pittura ne’ suoi ventuno scomparti vien decorata e riunita da una cornice intagliata e dorata contemporanea alla pittura stessa. E’ opportuno ripetere che anche visto sott’occhio, l’insieme della conservazione del dipinto, quantunque arido, si presenta in buono stato. Appaiono tuttavia alcune mende che sfuggono in distanza e che si notano partitamente dividendole in categorie.
1° Fessure nelle tavole. Sono quattro, e si riscontrano negli scomparti 2, 6, 7, 8
2° Ingobbature delle tavole. Sono quattro e si riscontrano negli scomparti 1, 4, 6, 7
3° Tarli. Tutte le tavolette dello stilobate sono più o meno bucherellate dai tarli.
4° Subulliture d’intonaco. Sono quattordici e si trovano negli scomparti 2, 4 8
5° Scrostature. Sono due e si trovano negli scomparti 10, 4
6° Macchie. Sono due e si trovano nella tavola centrale 6
7° Mancanze di colore. Occasionate da appoggiature di scale sono parecchie e si possono riscontrare negli scomparti 1, 3, 5, 6, 8, 9
La cornice manca di porzione del suo coronamento; vale a dire mancano le curspidi triangolari ed i piccoli campanili o girali delle colonne. Mancano pure cinque imposte degli archetti; due barrette e cinque colonnine a spirale nello stilobate coi loro capitelli.
Unisco in allegato la Perizia di ristauro redatta dal Sig. Bartolucci, e la fotografia del Polittico, la quale benchè poco riuscita potrà giovare alla maggiore intelligenza di quanto è stato esposto.

Il R. Ispettore di Sacvi e Monumenti Giulio Gabrielli

Indietro