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Lettera di Guglielmo Gelli al Sindaco di Fano circa il costo del restauro del dipinto di Sebastiano Ceccarini esistente nella chiesa di S. Paterniano e la necessità di restaurare il dipinto del Guercino in S. Agostino

Fano, 1 ottobre 1886

Guglielmo Gelli – Restauratore meccanico di dipinti – Fano
Oggetto: Dipinto di Sebastiano Ceccarini Fanese eseguito nell’età di anni 25 – nel 1733
All’Onorevole Sig. Sindaco di Fano

In riscontro a sua pregiatissima del 29 settembre u.s. N. 3845 Le significo che il prezzo pel restauro del dipinto la S. Barbara del Ceccarini non posso farlo meno di L. 100, essendosi nella lavorazione presentate moltissime difficoltà, che prima non potevansi giudicare. In ogni modo mi rimetto alla perizia di persone competenti nell’arte.
Il quadro era talmente inaridito che avendo formate delle sinuosità sporgenti dalla parte del dipinto al punto che toccandole si sarebbero spezzate come vetro. Per ottenere amolimento [sic] dovetti far uso di preparati molto emol[l]ienti, la di cui umidità fece contrarre la tela che quindi, asciugatasi, si dilatò, questo continuo movimento fe’ sì che il colore, poco aderente alla sottostante mestica per diversità di diseccante, si formassero in prima delle vesciche quindi delle crepolature [sic] che per appianarle mi volle maggior tempo e lavoro di quello che supponevo.
Difatti anche l’Annunziata di Guido Reni, da me restauratoa nel 1881, presentava gli stessi diffetti [sic], come pure un dipinto rappresentante un ritratto, di casa Carrara di pennello del Wandick [sic], il si cui restauro fu molto elogiato a Firenze. Però tali diffetti potei notarli prima di por mano al lavoro.
Lo stesso diffetto si rinviene nel quadro del Guercino da Cento rappresentante l’Angelo Custode esistente nella Chiesa di S. Agostino, che per l’urgente restauro del medesimo ne’ feci rapporto fin dal marzo 1881 (a) In attesa delle deliberazioni che prenderà l’onorevole Giunta, distintamente La riverisce

Dev.mo Servo G. Gelli

(a) Che quel dipinto sia di proprietà del Municipio pei lasciti dei Nolfi, non havvi dubbio.
1° Dovrebbesi rinvenire fra le carte del fu Sig. Luigi Masetti qualche memoria in proposito, mentre circa due anni prima della sua morte, mi interrogò se avevo un locale sicuro da conservare qual dipinto, che egli aveva intenzione di ritirare.
2° Incaricato dall’Onorevole Sig. Conte G. Amiani circa 20 mesi orsono a fare una relazione sulle proprietà di vari dipinti esistenti nelle chiese osservai che in detta Cappella e precisamente nella base delle colonne laterali esistevano gl stemmi di Casa Nolfi, uno dei quali totalmente fatto sparire col[lo] scalpello e l’opera era incominciata sull’altro bas[s]orilievo, forse, allo scopo di farne sparire la proprietà - (vedi rapporto)
G. Gelli

[in calce disegno a penna dello stemma]

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