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Lettera dall’Ufficio Regionale per la conservazione dei Monumenti della Marche e Umbria al Ministero della Pubblica Istruzione circa lo stato conservativo della tela ritrovata del Guercino rubata dalla chiesa di S. Paterniano a Fano
Ancona, 9 maggio 1895
Ufficio Regionale per la Conservazione dei monumenti delle Marche e Umbria
Oggetto: Quadro rubato del Guercino in S. Paterniano a Fano
Al Ministro della Pubblica Istruzione
La preziosa tela di 1,75 x 3,00 rappresentante lo Sposalizio della Vergine, ora è racchiusa distesa entro una cassa d’abete esistente in giudiziale custodia presso la Cancelleria di Fano, e riflettente il procedimento di furto aggravato contro il detenuto Breccia Gesualdo di Mondolfo. In presenza del Pretore e del Cancelliere aperta la cassa, ed esaminato minutamente il quadro, ho verificato i seguenti danni causati dal fatto che il ladro lo ha tenuto sulle spalle attortigliato e legato nel mezzo con uno spago, per tutt il tempo che lo ha portato in giro nelle campagne presso Fano e Mondavio. La parte sinistra della testa de sacerdote è screpolata, e così pure la testa della Vergine, La figura di S. Giuseppe è intatta, ma solo è alquanto guastata la mano sinistra che tiene al petto. Di più, nell’angolo inferiore a destra, la tela è lacerata, forse perché nella fretta il ladro la tirò a sé in quel punto che resisteva a distaccarsi dal telaio. Essendo in corso il giudizio il prezioso dipinto non si può rimuovere ancora dallo stato come si trova. Pertanto sorge una nuova questione, la quale forse continuerà a ritardare ogni utile provvedimento a tanta mirabile opera, poiché, a quanto mi consta, la Contessa Giulia Mariotti nata selvatico di Fano, proprietaria del quadro stesso, vorrebbe, dopo tal fatto, ritirarlo e custodirlo a modo suo presso di sé a cui si opporrebbe il Comune che invece vorrebbe rivedere il quadro ricollocato nella chiesa di S. Paterniano nel luogo stesso dove fu involato. Stando ai sani criteri dell’arte il quadro dovrebbe ricollocarsi nell’altare medesimo per cui venne fatto eseguire come si rileva da notizie storiche e confermate all’occorrenza dall’effetto stesso del dipinto per il quale si scorge come il grande maestro tenne calcolo delle esigenze del luogo stesso. Io credo che, pure attendendo il resultato della causa che vorrà promuovere la Contessa Mariotti, si debba, appena cessato il giudizio in corso, provvedere al sollecito restauro con mezzi meccanici del quadro, e ricollocarlo nel suo altare nella chiesa di S. Paterniano per essere quello il suo vero ed originario luogo a cui si ispirò il Guercino, e consacrato dalla venerazione dei devoti e degli artisti dal 1646. Rimettendomi al giusto parere dell’E.V. attendo solleciti ordini in proposito.
L’Architetto Direttore Sacconi
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