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Copia di lettera dell’Ispettore degli scavi e monumenti di Fano al Prefetto della Provincia di Pesaro con relazione sul dipinto del Guercino trafugato dalla chiesa di S. Paterniano e ritrovato

S. Arcangelo di Romagna, 23 settembre 1895

All’Ill.mo Sig. Prefetto della Provincia di Pesaro

In evasione all’incarico affidatomi con riverito suo foglio delli 19 agosto u.s. N. 9196 visitai il 21 corrente il dipinto del Guercino “Lo sposalizio della Vergine” ribato dalla chiesa di S. Paterniano in Fano e attualmente depositato nella Cancelleria della R. Pretura di Fano. La tela, di grandi dimensioni, venne tagliata dall’autore del furto rasente alla cornice, quindi rotolata e legata strettamente con una fune per operarne il trasporto. Questo fatto ha prodotto lesioni e scrostature non lievi alla superficie dipinta, lesioni che vanno dall’alto al basso della tela nella parte mediana e si ripetono qua e là anche in altri punti. I maggiori danni vennero riportati dalla figura del sacerdote che sta nel mezzo; sono pochi e di poco rilievo nella figura di S. Giuseppe che sta a destra del riguardante e alquanto più sensibili nella figura della Vergine che sta a sinistra. Il dipinto attualmente trovasi disteso in una cassa di legno di abete, alla quale è raccomandato con traverse coperte di carta, chiusa con un coperchio fissato con bollette di ferro alle quali ho creduto opportuno far sostituire delle viti a legno per evitare le scosse derivanti dai colpi di martello necessari a rinchiudere la cassa. Questa cassa è custodita nell’archivio della R. Pretura ambiente asciutto e arieggiato abbastanza. E’ evidente però che questa prigionia forzata specialmente se dovesse protrarsi ancora per un tempo piuttosto lungo, è dannosa al dipinto, perché impedisce la libera circolazione dell’aria essenziale alla conservazione di ogni pittura e non permette di tener dietro ai guasti che insetti ed altri agenti di qualsiasi natura potrebbero arrecarvi. E’ quindi urgente l’opera di un tecnico esperto e coscenzioso che proceda, se non alla totale riparazione, almeno a fissare e fermare le screpolature perché non abbiano ad allargarsi e riponga la tela su un telaio in modo che possa essere custodita senza tenerla rinchiusa. Siccome però verte sulla proprietà del dipinto una causa tra la nobile famiglia Mariotti e il Municipio di Fano, causa che, se non subirà altri rinvii, dovrà discutersi soltanto il 6 novembre p.v. così è certo che nessuno dei due contendenti vorrà ora assumersi la spesa dei più urgenti provvedimenti da me accennati. Ritengo quindi che il R. Governo, supremo tutore del patrimonio artistico nazionale, possa e debba ottenere dall’Autorità Giudiziaria le facoltà necessarie per fare eseguire i provvedimenti atti a impedire ulteriori deterioramenti. A causa finita vedrà il Governo medesimo se sarà il caso di farsi rimborsare la spesa sostenuta da quello fra i contendenti cui verrà aggiudicata la proprietà del dipinto. La custodia di questo potrà restare affidata alla Cancelleria della R. Pretura dove non mancano ambienti adatti e dove è a sperare non si abbia a ripetere qualche nuovo tentativo di furto. Unisco ricevuta di L. 3 da me pagate per far aprire e chiudee la cassa sostituendo delle viti a legno alle bollette, onde averne il rimborso. La prego poi a scusare il ritardo causato da non aver potuto recarmi a Fano prima del 21 corrente come creva quando Le scrissi la mia del 28 agosto.
Con ogni ossequio mi confermo di lei

Dev.mo Obb.mo Giuseppe Castellani R. Ispettore degli Scavi e monumenti pel mandamento di Fano

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