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Relazione di Vito Mameli sulle condizioni conservative del dipinto di Vincenzo Pagani nel Municipio di Moresco con indicazione delle cause dei nuovi danni e parere sui rimedi possibili



Roma, 1 marzo 1918

All'On. Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, Roma
Relazione su una tavola di Vincenzo Pagani conservata a Moresco

In conformità all'incarico avuto da cotesta On. Direzione Generale mi sono recato a Moresco per l'esame della tavola di Vincenzo Pagani conservata in quel Museo Civico, e che io stesso avevo precedentemente restaurato. I nuovi danni che detto dipinto ha subito e che continua a subire dipendono da un doppio ordine di cause: in primo luogo da difetto organico della mestica e della speciale eccessiva porosità della tavola stessa, la quale preparazione (mestica) già debolissima, fu resa ancora più debole dall'umidità assorbita in passato nella chiesa di S. Maria dell'Olmo, dove il dipinto era esposto a tutte le intemperie; e in secondo luogo dalla assoluta incostanza di temperatura dell'ambiente in cui è ora collocata. Difatti mentre durante l'inverno la tavola assorbe anche ora parecchia umidità (ciò che la fa assai dilatare), di estate il grande calore dell'ambiente, disseccandola del tutto, produce impressionanti spostamenti e determina il distacco del colore. E' quindi evidentissimo che, mentre d'inverno il colore è completamente spianato, d'estate invece, restringendosi la tavola formansi in esso delle subbollizioni che poi ancora d'inverno riscompariscono, mantenendosi così sempre vivo nel dipinto, con queste alterne e assidue vicende, un movimento tutt'altro che salutare alla sua conservazione. Porre rimedio a tale stato di cose è assai difficile, perché il danno è organico nella stessa viva materia dell'opera, come spero di avere con qualche evidenza esposto. L'unico provvedimento da tentare, per impedire i nuovi spostamenti della tavola, è di fissare dietro a questa una robusta rete metallica in ogni sua parte ben assicurata al legno; e dare sopra a questa e appunto sul rovescio della tavola, un abbondante strato di vernice a smalto, che questo rovescio renda impermeabile. Si potrà poi ancora tentare lo spianamento delle sollevature di colore, facendo delle iniezioni di colletta nelle sobbulliture. Devo ancora richiamare l'attenzione dell'On. Ministero sul fatto che il quadro si trova sempre a terra e sprovvisto di cornice, e che è veramente indispensabile sia provveduto appunto alla sollecita incorniciatura e definitiva sistemazione di esso. Devotamente ossequia

Vito Mameli

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