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Proposte tecniche circa gli interventi di restauro cui sottoporre le porte lignee intarsiate del Palazzo Ducale di Urbino

Urbino, 10 maggio 1885

Antichità e Belle Arti – Palazzo Ex Ducale di Urbino – Ufficio del Conservatore
Oggetto: Porte intarsiate in questo Palazzo
Al Ministero della Istruzione Pubblica, Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti, Roma
Le magnifiche porte in intarsio di questo Palazzo, da qualche tempo davan segno di visibile deperimento. Dopo diligente attenzione osservai che la colla dei ristauri risortiva con facilità fra le giunture dei nuovi pezzi, i quali, impregnandosi nelle giornate di fitta nebbia, dell’umidità da essa cagionata, ne rammollivano sensibilmente la colla, formando delle bavature [sic] negli interstizi. Per evitare sì grave inconveniente e l’urgenza imponendosi per un pronto riparo, pensai che la superficie di dette porte dovrebbe essere garantita dal contatto della fitta nebbia frequente in questa città, e per conseguenza dall’umidità, però, sì delicato ed artistico lavoro non dovendo coprire da vernice o corpo grasso qualunque l’intarsio, e l’esperienza venutami in aiuto mi sovvenni che, in Inghilterra, in Francia ed in Olanda, clima essenzialmente umido, le sculture in legno, e gl’intarsi antichi si conservano sempre in buonissimo stato adoperando una soluzione di cera vergine ed essenza di terebantine, detta acqua raggia, la quale mistura si passa con un pennello, dopoché l’acqua raggia sia del tutto evaporata, con una pezza di lana o spazzola dolce si stropiccia ben bene; in tal modo la superficie non riceve alcuna spessezza come la vernice o altro, e la piccolissima quantità di cera vergine che l’acqua raggia ha fatto imbevere al legno basta per garantire la superficie dall’umidità che lo distrugge, e dippiù, la polvere non vi si attacca. Ho preparata la soluzione suddetta, e prima di adoprarla farò, da un giovanotto esperto, passare con dolcezza la pietra pomice sulle parti ove la colla è comparsa e con pochissima spesa avrò la soddisfazione di conservare questi magnifici intarsi, capi d’opera dell’arte italiana, all’ammirazione del mondo.

Il Regio Conservatore A. Lanzirotti

[sulla prima pagina del documento annotazione di Giovan Battista Cavalcaselle]

Prima di fare il lavoro domandare il parere del Cav. Alessandro Monteneri, Perugia. G.B. Cavalcaselle

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