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Perizia d’arte di Serafino Ricci circa un dipinto su tela attribuito al giovane Michelangelo di proprietà del Sig. Vittori

Milano, 26 marzo 1920

Perizia d’arte
La Creazione d’Eva
Dipinto michelangiolesco del Signor Vittori

Dato il carattere piuttosto sintetico del quadro, data la figura sobria, ieratica del Padre Eterno, dato il paesaggio di sfondo che si vede in lontananza, questo dipinto su tela, anche per certa crudezza di colore e di toni, si direbbe a rpima impressione una delle opere giovanili di Michelangiolo Buonarroti cioè dal 1495-1497 circa. Potrebbe sembrare contraria a tale ipotesi la tela che qualcuno potrebbe interpretare dal Seicento in poi, ma visto che anche il Carpaccio usava tale canevaccio e che dunque nel passaggio dalla tavola alla tela si usò anche nel Quattrocento la tela rozza che esa a propria disposizione, non si potrebbe escludere la qualità nel dipinto del Vittori di un primitivo del Buonarroti, e quindi dipinto di inestimabile valore, perché anteriore allo sviluppo stesso che di tale tema frescò Michelangelo sulla volta della Cappella Sistina a Roma. I colori molto primitivi e forti resistettero inoltre a un forte e ripetuta pulitura, e il loro tono, la loro resistenza sarebbe altra conferma a tale ipotesi, la quale spiegherebbe l’assenza nel dipinto del Vittori di quel fare plastico largo e gigantesco che notiamo poi nelle opere della maturità del Buonarroti, specialmente in figure superiori al vero e in lavori grandiosi a buon fresco, rispetto ai quali questa tela può bene dirsi un bozzetto preparatorio. In fede, per la verità

Prof. Dott. Serafino Ricci

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