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Risposta del pittore Giovan Battista Ripani al Sindaco di Fermo con indicazioni su come conservare gli affreschi antichi scoperti nella chiesa di S. Caterina con la nuova decorazione pittorica del fregio
Fermo, 10 luglio 1868
All’Onorevole Signor Sindaco di Fermo
Illmo Signore
Appena ristabilito dalla mia breve malattia, di cui le feci parola, mi sono fatto un dovere di compiere all’incarico di cui piacque a V.S. onorarmi con riverito foglio del 19 p.p. giugno recandomi nella Chiesa di S. Caterina per esaminarvi alcuni affreschi scoperti nel fregio di quel cornicione, e vengo ad esporle il mio giudizio. Ognuno che abbia avuto sott’occhio e studiate le opere dei Maestri del Cinquecento, trova ben facile il ravvisare un merito speciale in quelle pitture, benché guaste dal tempo, ingiuriate dall’ignoranza degli uomini, e ricoperte nella decadenza dell’arte, percui a parere mio debbonsi le medesime. Imperocchè nelle poche già discoperte una sicurezza e semplicità di stile, che ricorda la valentia di coloro che seppero condurre l’arte della Pittura al più alto grado di perfezione. Avendo però con mia sorpresa potuto rilevare, che vi era ordine assoluto di ricoprirsi quel fregio con tinta qualunque, mi sento in dovere di affrettare l’invio di questa mia per partecipare alla S.V. la mia opinione, cioè, che a mio senso debbano conservarsi nel modo si potrà migliore le dette dipinture, essendo mio avviso, che debbasi ridipingere il fregio, ricopiando ed immitando l’antico, dietro le norme e scorta dei pezzi più conservati, e così lasciare i tondi dove sono dipinte le figure con pochissimo ristauro a queste nelle sole tinte del fondo, di modo che esse teste e figure verrebbero a manifestarsi più chiaramente ne’ loro contorni e nella loro bellezza, ed è pure mio avviso potersi affidare un tale incarico, quando la S.V. lo creda conveniente al Brandimarti, uomo prattico in simil genere di restauri, il quale con diligente precisione e conscienziosamente potrebbe eseguirli. Dove poi mancassero del tutto le dette figure si potrebbero lasciare vuoti, ovvero dipingerli procurando con diligenza imitarne lo stile. Questo è il mio parere, che sottopongo ai saggi riflessi della S.V. ed anche in corrispondenza della premura, che ha dimostrato per vantaggio e conservazione delle Pitture antiche, di cui certo non abbonda questa nostra città.
Gio. Battista Ripani Pittore
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