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Relazione del Prof. Giuseppe Rossi circa il pregio artistico e lo stato conservativo degli affreschi della chiesa di S. Liberato a Macerata e proposta di eseguirne il solo consolidamento e non stacco affidandolo a Domenico Brizi

Macerata, 5 marzo 1906

All'Ill.mo Signor Sindaco di Macerata

In riscontro alla sua nota 13 gennaio corrente anno N. 7719 debbo riferirle quanto appresso: le pitture esistenti nella Chiesa di S. Liberato sono pitture votive fatte eseguire dai devoti nel XVI secolo. Sono lavori di artisti marchigiani e seguaci della maniera di Crivelli, ma nessuna di esse ha la qualità di opera di pregio. Meritano però di essere conservate perché sono sempre documenti non spregevoli dell'arte marchigiana. Più o meno queste pitture sono tutte sciupate, specialmente in basso, forse per l'attrito dei banchi e di altri mobili da Chiesa. In un quadro rappresentante Cristo in croce con ai lati S. Nicolò di Bari e S. Giuliano e la Maddalena ai piedi della Croce, quest'ultima figura non soltanto è sciupata, ma quasi del tutto scrostata. Gonfiatura e sgretolatura dello scialbo trovasi in diverse pitture; avvenne poi una grandissima che minaccia ancora d'estendersi. Le pitture in migliore stato sono tre e rappresentano: 1. S. Biagio e l'Arcangelo Raffaele con Tobia: questa è la meglio conservata; 2. Cristo in croce con ai lati S. Rocco e S. Sebastiano, quest'ultima figura in diverse parti è molto sciupata; 3. Altro soggetto della Crocifissione con ai lati della Croce S. Nicolò di Bari e S. Giuliano, ai piedi la Maddalena. Le altre pitture esistenti sono state tutte profanate da mestieranti, alcune con ritocchi abominevoli, altre con averle fatte quasi di nuovo. Il distaccare queste pitture per conservarle in una galleria, non mi pare che fosse spesa che arrecherebbe molto vantaggio all'arte, inquantochè esse, come ho già detto, non sono di ragguardevole valore artistico; nel caso si potrebbero staccare le tre sopra segnate. E' da osservare però che le pitture sono disposte nelle tre pareti della Chiesa, cioè quella d'ingresso e le laterali, più alcune su altri punti, e che se si staccassero le tre indicate verrebbe distrutto l'assieme della decorazione delle pareti. Piuttosto sarei d'avviso che tutte le pitture venissero fermate e ripulite, affinché rimangano a decoro dell'arte nostra, della Città e dell'antica Chiesa di S. Liberato rimasta, rarissima, nel turbinoso avvicendarsi dei secoli, e si ricercasse se ve ne fossero altre sotto il bianco delle pareti. Le pitture, oltre che dall'incuria degli uomini, ebbero danno dall'umidità e da altre cause inerenti all'abbandono della Chiesa, che d'altra parte ha servito a tramandarcele; ma ora che da pochi anni la Chiesa venne restaurata nel pavimento col farvi ancora un cassettonato per toglierne l'umidità, nei muri, nel tetto, nelle finestre, ecc., presenta quelle garanzie atte a conservare in buono stato qualunque oggetto artistico. Farà quindi cosa di sommo elogio il Municipio se provvederà convenientemente alla conservazione di questi dipinti; e potrà affidare il lavoro al Professore Brizio che è persona esperta e coscienziosa. Tanto in adempimento all'onorifico mandato affidatomi, e con perfetta stima me le protesto

Devotissimo Giuseppe Rossi


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