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Lettera dell’Ispettore ai Monumenti e scavi Vaccai al Direttore dell’Ufficio Regionale per i monumenti delle Marche circa lo stato conservativo della Pala di Giovanni Bellini nella chiesa di S. Francesco a Pesaro
Pesaro, 26 luglio 1903
Oggetto: Pesaro – Chiesa di S. Francesco, Dipinto del Giambellino
All’Illmo Architetto Direttore dell’Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti delle Marche ed Umbria, Perugia
Il prezioso dipinto del Giambellino su tavola esistente nella Chiesa di S. Francesco, e di proprietà municipale, vi si trova in discrete condizioni. Fu riparato, sono già parecchi anni da certo Sig. Fiscali per incarico avuto dal Ministero della P. I., ma non ha certo migliorate per questo le condizioni della pittura. Si è però ottenuta una maggiore consistenza nella tavola, alla quale sono state rafforzate e cambiate le legature delle diverse asse e riavvicinate le congiunture. Inoltre essendo stata tolta l’ufficiatura all’altare si è evitata una delle ragioni principali del suo deperimento. E’ necessario ad ogni modo toglierlo da un posto dove credo non debba troppo a lungo rimanere senza che abbia a risentire maggior danno. Lo esigono soprattutto le condizioni in cui il tempo e l’ambiente hanno potuto metterlo con la loro lenta e fatale azione. La conservazione di questa egregia opera d’arte è stata una delle preoccupazioni del Municipio che ha già fatto eseguire, da oltre due anni, un progetto per trasportarla altrove perché possa essere meglio e più a lungo conservato ammirato e difeso. La località che si è presentata come l’unica adatta è la Chiesa di S. Ubaldo, ora tolta al culto, mantenuta però integra nella sua forma elegante. La grandezza della tavola e della cornice dell’epoca, cui fanno base quattro piccoli dipinti dello stesso autore (questi difesi da vetri) e la necessità, trasportandolo, di mantenerlo all’altezza attuale, rendono la ex chiesa di S. Ubaldo il luogo più opportuno e più conveniente sotto ogni rapporto. Né importano argomenti a designarlo tale, dopo che codesto Ufficio nella sua importante e bellissima relazione testé pubblicata sull’opera sua veramente egregia, compiuta nel decennio, lo consiglia indicando alcune modalità pel collocamento del quadro. Dalle assicurazioni avute dal Sindaco posso accettare che anche l’attuale amministrazione è disposta a seguire lo stesso concetto ed a riprendere gli studi e le pratiche per salvare il preposto documento dell’arte nostra migliore dalle maggiori ingiurie del tempo e degli uomini. Dato (come è sperabile) che questo proposito si compia sarà opportuno imporre che la chiesa di S. Ubaldo, dove si potranno raccogliere altri e pregevoli ricordi che non offendano la maestà del capolavoro giambelliniano, non sia per l’avvenire adibita ad altri usi che ne possano menomare la sicurezza e il decoro, che vi siano compiute tutte quelle opere (né molte né gravi) che mantengano l’areazione sufficiente e portino la luce necessaria per ammirarlo. Una recente esposizione di dipinti danteschi mi ha dimostrato come quel tempio si presti ad un uso simile. Queste sono le informazioni e proposte che pel momento mi sembrano sufficienti come risposta alla lettera direttami dalla S.V. il 21 corrente salvo qualche maggiori che mi fosse dato di poterle dare in seguito e le disposizioni che prenderà codesto Ufficio. Con ossequio della S.V.
Dev.mo Vaccai R. Ispettore dei Monumenti e Scavi
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