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Dopo gli studi fondamentali di Cesare Brandi, è ormai presupposto imprescindibile per gli studiosi di storia delle arti la necessità di riconoscere nell’opera d’arte i rifacimenti e le integrazioni causati da ripetuti interventi di restauro e di manutenzione, non solo ai fini di ogni azione conservativa e di tutela, ma anche “della ricostruzione critica del testo originale dell’opera d’arte”, “premessa fondamentale all’analisi storica e critica” (M. Cordaro).
Per quanto attiene specificamente la Storia dell’arte nelle Marche, le ultime pubblicazioni e le recenti mostre sulla produzione artistica nella Regione, in particolare nel periodo tardo-gotico e nel Rinascimento, risultato di approfonditi studi storico-artistici, sono stati anche l’occasione per una riflessione su come sia ancora carente la puntuale analisi dei problemi relativi agli interventi di restauro che i singoli manufatti artistici hanno subito nel corso del tempo (dal Sette–Ottocento- e a volte anche precedentemente - fino ad oggi): interventi che spesso, soprattutto i più antichi, hanno pesantemente compromesso, con rifacimenti arbitrari (ridipinture, aggiunte, rimozioni, ecc.) la comprensione dell’opera nei suoi valori estetici e storici, oltre che la sua conservazione.
In tale prospettiva, il progetto che qui si presenta si è proposto di avviare studi e ricerche sulla storia del restauro nelle Marche come indispensabile strumento di indagine storico-critica oltre che di riferimento per chi opera nel campo della conservazione e del restauro.
Si è pertanto condotta una capillare ricognizione della documentazione relativa agli interventi di restauro e all’attività dei restauratori nelle Marche dall’Ottocento alla prima metà del Novecento, attraverso
• lo spoglio sistematico della bibliografia sulla produzione artistica della regione (opere generali, monografie, cataloghi di musei, cataloghi di mostre, riviste internazionali, nazionali e locali);
• ricerche mirate al reperimento di informazioni sugli interventi di restauro e sulle figure dei restauratori attraverso l’indagine, la raccolta e lo studio della documentazione, anche grafica e fotografica, di fonte pubblica e istituzionale conservata
- presso l’Archivio Centrale dello Stato, in particolare nel fondo Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Generale Antichità e Belle Arti
- presso gli archivi di Stato regionali di Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno e nelle relative sezioni degli Archivi di Stato di Camerino, Fabriano, Fano, Fermo, Urbino, in fondi e serie archivistiche ascrivibili a soggetti produttori diversi, che saranno descritti e illustrati nelle pagine introduttive a ciascun ente depositario.
Di tutta l’imponente mole di materiale reperito sono state acquisite le fotocopie e le stampe da riprese fotografiche digitali, che sono state ordinate e organizzate in un archivio tematico cartaceo, depositato presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Diplomatiche, Artistiche e del Territorio dell’Università degli studi di Macerata, accessibile alla consultazione anche da parte degli studiosi esterni interessati.
Contestualmente si è proceduto alla progettazione, realizzazione e implementazione del sito web, strutturato in un database relazionale che consente di consultare la documentazione e incrociare i dati informativi archiviati e pubblicati on line, costituiti da:
• i regesti della documentazione, amplissima e del tutto inedita, raccolta attraverso il lavoro intensissimo delle dott.sse Benedetta Donati e Caterina Zaira Laskaris, coadiuvate per alcune sezioni dalla dott.ssa Silvia Alessandrini Calisti e dal dott. Diego Pizi, guidati e sostenuti dalla competenza dei colleghi Rosa Marisa Borraccini e Federico Valacchi dell’Università di Macerata;
• la trascrizione integrale dei documenti ritenuti di maggior interesse (progetti di restauro, relazioni, perizie);
• le immagini digitalizzate delle fotografie allegate alla documentazione (antiche fotografie prima del restauro, fotografie scattate nel corso dei restauri e a restauri conclusi).
Si è in tal modo creata una apposita banca dati ad accesso remoto sulla storia del restauro nelle Marche, ospitata dal server dell’Università di Macerata all’URL http://archividelrestauro.unimc.it, che potrà essere costantemente aggiornata e ampliata con i risultati di ulteriori indagini presso altre sedi archivistiche: diocesane, notarili, private. Sono state costruite in buona sostanza le fondamenta di uno strumento informativo in progress già ricco in sé e suscettibile di progressiva implementazione, tale da porsi come punto di riferimento fondamentale non solo per gli studiosi ma anche per gli operatori del settore.