Progetto
-Presentazione
-Descr. Archivistica
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Al fine di conseguire l’obiettivo del progetto, ampiamente illustrato nella relazione scientifica, la ricerca si è
incentrata sulla raccolta della documentazione riguardante gli interventi di restauro e l’attività dei restauratori
nelle Marche tra il XIX e il XX secolo.
Dopo uno screening iniziale per l’individuazione delle Istituzioni archivistiche dove condurre l’indagine,
si è deciso di effettuare ricerche sistematiche sui materiali conservati presso l’Archivio Centrale dello Stato,
gli Archivi di Stato e le sezioni d’Archivio di Stato delle Marche.
I documenti acquisiti presso l’Archivio Centrale dello Stato hanno permesso di delineare un’importante e inedita
mappatura della storia del restauro marchigiano, costituendo altresì una premessa indispensabile per il
proseguimento della ricerca.
Dopo una minuziosa analisi degli inventari, sono stati selezionati e visionati tutti i fondi giudicati utili ai fini
della ricerca. I fondi consultati appartengono alla Strutturazione Direzione Generale Antichità e Belle Arti del
Ministero dell’Istruzione: in particolare si è compiuto lo spoglio dell’ Archivio Generale (1860-1890) I versamento e
della relativa serie Beni delle Corporazioni Religiose, Divisione scavi, musei e gallerie (1891-1897),
Divisione Monumenti e oggetti d’arte (1891-1897), Divisione Monumenti e scuole d’arte (1891-1897),
Divisione prima (1908-1924) e Divisione terza (1929-1960).
La consistente documentazione in tal modo rinvenuta ha permesso di delineare l’attività dei molti restauratori
che operarono su tutto il territorio marchigiano e di raccogliere notizie sul metodo e la prassi che connotarono
i moltissimi interventi di restauro distribuiti capillarmente nella regione.
L’indagine è, quindi, proseguita negli Archivi di Stato di tutte le province marchigiane e nelle relative sezioni.
Dopo la meticolosa ricognizione dei fondi oggetto d’interesse, ivi conservati, ha avuto esito positivo lo spoglio della
documentazione dell’Archivio di Stato di Macerata presso il quale sono stati consultati il fondo Archivio Comunale di
Macerata 1808-1926 e la serie Cat. IX Istruzione Pubblica, Classe 8: Istituti scientifici, biblioteche, gallerie, musei,
società sportive, banda musicale appartenente al fondo Archivio Comunale di Macerata 1919-1953.
Altrettanto positivo è stato l’esito sortito dalle ricerche presso le sezioni di Archivio di Stato di Fano e Fermo dove,
in entrambi i casi, sono stati visionati i fondi Archivio Storico Comunale delle rispettive città.
Nello specifico, per ciò che attiene Fano, è stato consultato il Titolo XIII Istruzione pubblica e Belle Arti, Rubrica
11 Monumenti e Pinacoteche. Le carte acquisite, risalenti al periodo compreso tra il 1879 e il 1893, riguardano principalmente interventi di restauro avvenuti in luoghi di culto della città .
Se pur non troppo consistente, la documentazione emersa dalla consultazione dell’Esercizio 1868-72, Titolo III,
Rubriche 1 e 4 del fondo fermano, ha permesso di individuare le carte relative a interventi di restauro condotti
in questa città, prima non conosciuti, con notizie del tutto inedite.
La ricognizione del materiale conservato presso gli Archivi di Stato di Ascoli Piceno, Pesaro e presso le sezioni di
Camerino Fabriano e Urbino non hanno, invece, aggiunto notizie utili alla ricerca.
Al contrario la documentazione visionata all’Archivio di Stato di Ancona, che merita un discorso a parte, ha permesso di
colmare questo vuoto di notizie ed è da considerarsi, a livello territoriale, quantitativamente e qualitativamente la
più importante. Nel 1974 l’allora Soprintendenza ai Monumenti per le Marche, che sarebbe divenuta l’anno successivo,
con la costituzione del Ministero dei Beni Culturali, Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici, ha
effettuato il suo primo versamento di documenti presso l’Archivio anconetano. Nel 2002 un secondo versamento ha
incrementato la documentazione conservata nello stesso luogo. La ricognizione del fondo Soprintendenza ai Monumenti delle
Marche, I e II versamento e della serie Provincia di Ancona, ha fatto emergere informazioni relative a numerosissimi
interventi di restauro relativi non solo alle sopraelencate province, ma anche a città, comuni e frazioni da queste
amministrate. L’analisi, poi, dell’unica serie consultata (Provincia di Ancona) ha favorito l’apprendimento di notizie
relative agli anni Trenta del XX secolo ancora sconosciute.
Nonostante l’imponente mole di materiale conservato ad Ancona e benché la documentazione acquisita fosse già di
notevole consistenza, la ricognizione si è comunque sviluppata in parallelo alle ricerche negli altri Archivi marchigiani.
Tale prassi è da ricondursi ad una precisa scelta metodologica: la ricerca, infatti, si prefissava di effettuare
perlustrazioni a largo spettro in tutte le istituzioni archivistiche in modo tale che, anche nel caso in cui il reperimento
non sortisse esiti positivi, il prodotto finale fosse il risultato di un lavoro preciso e scientificamente strutturato.
Il materiale rinvenuto ad Ancona si è rivelato importante non solo per colmare quelli che sarebbero rimasti “vuoti di
indagine”, ma anche per approfondire e completare notizie già acquisite a livello territoriale. I risultati conseguiti
ad Ancona, inoltre, si sono rivelati fondamentali per sopperire alla mancanza di documenti contenuti in alcuni fascicoli
vuoti emersi durante la ricerca presso l’Archivio Centrale e che sono stati successivamente rinvenuti ad Ancona.
Una volta raccolta tutta la documentazione si è poi proceduto al relativo ordinamento rispettando il vincolo storico che
lega ogni carta al proprio ente produttore: per questo il materiale acquisito è stato nuovamente riunito in fascicoli
riportando i riferimenti di appartenenza sia all’ente produttore che all’ente conservatore. Una fascicolazione a parte è
stata riservata per tutte quelle notizie di corredo relative a strutture e leggi allora vigenti o emanate durante la
sedimentazione archivistica, in modo tale da facilitare l’utenza nella comprensione dei vari passaggi storico –
istituzionali, o in alcuni casi dei vuoti legislativi, che hanno inciso sulla prassi del restauro. Si è, così, creata
una sorta di collezione archivistica cartacea consultabile presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Documentarie,
Artistiche e del Territorio dell’Università degli Studi di Macerata.
Gli esiti delle ricerche sono, inoltre, disponibili nelle pubblicazioni in corso di stampa che presentano il profilo
storico – artistico di quei restauratori che, sulla base dalle carte rinvenute, si sono rivelati di maggior interesse
ed importanza. Tutti i dati desunti dalla documentazione archivistica, presenti nelle pubblicazioni e nel sito, sono
stati trattati rispettando rigidamente quanto rinvenuto. Tale criterio permetterà all’utenza di accedere a strumenti
scientificamente fondati che potranno costituire un punto di partenza per eventuali altre analisi.
Conclusa la fase di acquisizione di documenti conservati presso gli Archivi sopra citati, si è deciso di escludere,
almeno in questa parte del progetto, l’ipotesi di effettuare ricognizioni in altri luoghi quali archivi comunali,
notarili, diocesani ecc. che avrebbero potuto fornire notizie aggiuntive. Si è inoltre deciso di selezionare ed
uniformare il campo di ricerca ad un periodo storico limitato che va dall’Unità d’Italia alla metà del Novecento.
Oltre che ad un criterio di uniformità, tali scelte metodologiche rispondono alla necessità di affrontare per gradi
un’impresa così imponente ed assicurare la qualità dell’operato piuttosto che fornire del materiale acquisito in modo
indiscriminato. Pertanto la ricerca è da considerarsi un lavoro in progress, aperto dunque ad ulteriori implementazioni.
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